LAVORARE A EURODISNEY
Eurodisney, il padrone Paperone Dal mondo dei «sogni» a quello della triste realtà .
Lo scorso dicembre, più di 4′000 salariati di Eurodisney (su 12′300) avevano protestato con una petizione, e diverse centinaia con una sospensione del lavoro, contro la soppressione del premio di 100 euro.
Per altri 6248 salariati che guadagnano meno di 1, 6% del salario minimo, Eurodisney beneficia di alleggerimenti degressivi dei contributi sociali.
Lavorare 4 ore in un giorno, 10 in quello successivo! .
Cè ogni tipo di orario a Eurodisney, di giorno, di notte, in squadre, con deroghe per giornate di 12 ore e per settimane di sei giorni, con piani di lavoro resi noti con appena tre settimane danticipo e, a volte, meno.
la possibilità di adattare gli orari quotidiani al flusso di clientela: lavorare 4 ore un giorno, 10 ore un altro, a seconda dei bisogni; .
Questanno, Eurodisney ha versato 52 milioni di euro di royalties alla sua casa madre, The Walt Disney Company; ha poi distribuito 91, 8 milioni di euro ai suoi creditori a titolo di oneri finanziari.
Archivio per lavoro
LAVORARE A EURODISNEY
PrimaPagina | Ferie, più spazio alla contrattazione collettiva
PrimaPagina | Ferie, più spazio alla contrattazione collettiva
La contrattazione collettiva può stabilire, per i lavoratori, un riposo anche inferiore alle due settimane nell”anno. E” quanto emerge dall”interpretazione “flessibile” del decreto legislativo 66/2003 che il ministero del Lavoro ha fornito in una nota di risposta all”interpello di un”associazione di categoria. I lavoratori, secondo il decreto, hanno diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore alle 4 settimane. In caso di richiesta del lavoratore, due di queste settimane, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, devono essere fruite consecutivamente. Le restanti possono essere utilizzate nei 18 mesi successivi.
PrimaPagina | Accornero, in 3 anni legge Biagi meno danni previsto ma molte paure
PrimaPagina | Accornero, in 3 anni legge Biagi meno danni previsto ma molte paure
“Rispetto alle attese, la riforma ha prodotto minori danni ma paure ben maggiori, come una diffusa percezione della precarietà, soltanto in parte giustificata dai dati”. Aris Accornero, professore emerito di Sociologia industriale all´Università di Roma “La Sapienza”, parla con LABITALIA della riforma del mercato del lavoro, meglio nota come Legge Biagi, dal nome del giuslavorista ucciso dalle Brigate rosse. A tre anni dall”entrata in vigore delle norme che hanno introdotto nel nostro Paese molti contratti “flessibili” (il decreto attuativo 276 è operativo dal 24 ottobre 2003), Accornero traccia un bilancio della discussa riforma Biagi (“ma la legge non l”ha scritta il povero Marco”, si affretta a precisare).